Introduzione


Condotte fognarie obsolete e inadeguate al crescente sviluppo della popolazione urbana, precipitazioni atmosferiche sempre più intense, frequenti dissestiidrogeologici, impongono lo studio di soluzioni innovative per lo smaltimento di maggiori quantità di acque meteoriche e liquami, mediantel'installazione di tubi capaci di fornire adeguate risposte a tutte le sollecitazioni interne ed esterne cui il sistema di drenaggio è sottoposto.

La tecnologia PALADEX, sviluppata in Giappone negli anni novanta e largamente diffusa negli Stati Uniti, consente di realizzare tubi di grandidimensioni, caratterizzati da una resistenza meccanica estremamente elevata e da pesi contenuti.

L'idea innovativa alla base di tale produzione consiste nell'abbinare le caratteristiche tipiche del polietilene - resistenza all'abrasione, leggerezza, coefficiente discabrezza minimo, inerzia alle sostanze chimiche, versatilità e facilità di posa - alle caratteristiche dell'acciaio, che presenta un modulo elastico 200volte più elevato del polietilene.

Il tubo PALADEX è realizzato mediante un processo di avvolgimento continuo a elica del polietilene e dell’acciaio, opportunamente sagomato conprofilo ad omega. L'abbinamento dei due materiali unitamente alla scelta del profilo ad omega conferiscono al tubo PALADEX caratteristiche eperformance nettamente superiori ai tubi strutturati in materiale termoplastico e alle altre condotte presenti sul mercato con le medesime destinazionid'uso (vetroresina, calcestruzzo, ghisa, gres, etc.).

La presenza dell'acciaio consente di realizzare tubi con valori di resistenza allo schiacciamento (fino a 20 kN/m2) mai raggiunti da condotte in materiale termoplastico di grandi dimensioni, di ridurre il diametro esterno del tubo e quindi la quantità di materia prima impiegata, con evidenti benefici in termini di minore impattoambientale e di facilità di posa, di garantire un miglior comportamento del tubo nel lungo periodo, con particolare riferimento alla deformazione sotto carico costante, con valoridi creep ratio nettamente inferiori ai tubi realizzati esclusivamente in polietilene.

La particolare ed innovativa struttura, inoltre, conferisce al tubo PALADEX, a parità di rigidità anulare, un peso inferiore rispetto ai tubi con lemedesime destinazioni d'uso presenti sul mercato.

Il peso medio di un tubo spiralato PALADEX DN/DI 1200 SN8, infatti, è pari a 70 kg/m, quello di un tubo spiralato classico in polietilene è pari a 120 kg/me quello di un tubo in cemento armato è superiore a 1900 kg/m.

La leggerezza del tubo PALADEX non inficia la rigidità anulare e garantisce notevoli risparmi inerenti il costo di trasporto (con la possibilità diprodurre barre fino a m. 13,40), movimentazione e posa in opera che favoriscono significative economie nella realizzazione delle infrastrutture.

Azienda



La PALADERI S.r.l. produce nel proprio stabilimento di Villadose (RO), tubi spiralati in polietilene rinforzato con acciaio idonei per fognature, scarichi interrati non in pressione, acque piovane e condotte di ventilazione, denominati PALADEX.

La tecnologia PALADEX, sviluppata in Giappone negli anni novanta e largamente diffusa negli Stati Uniti, consente di realizzare tubi di grandi dimensioni caratterizzati da una resistenza meccanica estremamente elevata e da pesi contenuti.

L'idea innovativa alla base di tale produzione consiste nell'abbinare le caratteristiche tipiche del polietilene - resistenza all'abrasione, leggerezza, coefficiente di scabrezza minimo, inerzia alle sostanze chimiche, versatilità e facilita di posa - alle caratteristiche dell'acciaio che presenta un modulo elastico 200 volte più elevato del polietilene. L'abbinamento dei due materiali, unitamente alla scelta del profilo ad omega, conferiscono al tubo PALADEX caratteristiche e performance nettamente superiori ai tubi strutturati in materiale termoplastico ed alle altre condotte presenti sul mercato con le medesime destinazioni d'uso.

L’ampia gamma di tubi e raccordi PALADEX, diametro interno da 400 a 2400 mm., rappresenta la soluzione ottimale alle molteplici esigenze tecniche ed economiche di progettisti, committenti ed imprese di costruzione.

La Paladeri Spa, che vanta il possesso del certificato ISO 9001:2008 per il sistema di gestione per la qualità, è stata la prima azienda italiana ad ottenere, per la produzione di tubi spiralati in polietilene rinforzato con acciaio, la certificazione di conformità alla norma UNI 11434:2012.



Sezione trasversale

La sezione del tubo è composta da uno strato interno in polietilene, da una parete esterna strutturata in polietilene e da un'anima di acciaio zincato, ricoperta da un primer a base polietilenica che garantisce la perfetta omogeneità e saldabilità con le due pareti.


Definizione di capitolato


Tubi spiralati in polietilene rinforzato con acciaio idonei per fognature, scarichi interrati non in pressione, acque piovane e condotte di ventilazione,con marcatura U, prodotti secondo la norma UNI 11434, da azienda certificata ISO 9001, corredati di certificazione di conformità emessa da istitutoaccreditato in ambito EA secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065:2012.

Profilo di parete strutturato del tipo a spirale, ottenuto mediante avvolgimento ad elica, liscio internamente con costolature esterne rinforzate da unalamina sagomata ad omega di acciaio zincato classe DX51D ZF/Z così come previsto dalla norma UNI EN 10346, completamente incorporata nella parete deltubo.

Giunzione realizzata con bicchiere “femmina” presaldato in stabilimento su ciascuna canna nel cui interno si innesta l’elemento “maschio” munito diguarnizione in EPDM, conforme alla norma UNI EN 681, allocata in apposita gola idonea a garantire la tenuta idraulica secondo i parametri sanciti dallanorma UNI EN 1277.

Elementi “maschio” e “femmina” realizzati entrambi con le stesse peculiarità costruttive dei tubi per garantire, anche nella giunzione, la costanza deldiametro interno utile ed aumentare la rigidità circonferenziale.

Classi di rigidità anulare calcolate secondo la norma EN ISO 9969:2008:

  • A (= 8 kN/m2) (equivalente ad SN 8)
  • B (= 12 kN/m2) (equivalente ad SN 12)
  • C (= 16 kN/m2) (equivalente ad SN 16)

Tabella dimensionale



Le misure sono espresse in millimetri (mm).

* in fase di progettazione.

Sistema di giunzione Paladex

Paladex

Uno degli elementi più significativi per determinare la qualità di una condotta è costituito dalla capacità di convogliare i fluidi evitando dannose perdite nel sistema di raccordo.

La giunzione tra i tubi rappresenta quindi una criticità soprattutto in quei progetti che prevedono l'impiego di condotte con elevato diametro interno (es. DN > 1000 mm) posate in terreni interessati anche solo periodicamente dalle oscillazioni di falda.

Sebbene trattasi prevalentemente di condotte fognarie e scarichi non in pressione, è assolutamente necessario che il sistema di giunzione proposto dal produttore possa garantire un'efficienza ed un rendimento elevato e costante nel tempo.
Il sistema di giunzione del tubo PALADEX è realizzato con bicchiere "femmina" presaldato in stabilimento su ciascuna canna, nel cui interno si innesta l'elemento "maschio" munito di guarnizione in EPDM, conforme alla norma UNI EN 681, allocata in apposita gola, idonea a garantire la tenuta idraulica del sistema di giunzione fino ad 1 bar in pressione e 0,3 bar in depressione secondo le modalità di prova indicate dalla norma UNI EN 1277.

Paladex

Entrambi gli elementi "maschio" e "femmina" hanno un profilo di parete strutturato di tipo spiralato, realizzato mediante avvolgimento ad elica, liscio internamente con costolature esterne rinforzate da una lamina sagomata ad omega di acciaio zincato classe DX51D ZF/Z, conforme ai requisiti della norma UNI EN 10346 completamente incorporata nella parete del tubo.

Tali specifiche peculiarità costruttive garantiscono, anche e soprattutto nella giunzione, punto critico per tutte le tipologie di condotte, una maggiore rigidità anulare rispetto al tubo medesimo con conseguente costanza ed indeformabilità del diametro interno.

Il sistema di giunzione del tubo PALADEX garantisce all'impresa esecutrice evidenti vantaggi in termini di rapidità di posa, sicurezza ed economicità.

Gli elementi "maschio" e "femmina" sono realizzati in modo tale da favorire l'allineamento dei tubi ed il loro assemblaggio mediante l'utilizzo di semplici attrezzature comunemente presenti in cantiere.

I tempi di posa risultano conseguentemente contenuti, in quanto l'assemblaggio non richiede alcuna fase di preparazione e/o di completamento.
La rigidità degli elementi è tale da compensare anche eventuali imprecisioni delle maestranze nella fase di posa, limitando il rischio di danneggiamenti alla condotta.

L'inserimento della parte “maschio” nella parte “femmina” è favorito dal lubrificante che viene fornito in dotazione e da uno “stopper” che indica il limite massimo di introduzione nel bicchiere.

L'elemento "maschio", ove specificamente richiesto dalla committenza, può essere dotato di doppia guarnizione per aumentare la sicurezza della tenuta idraulica.

Giunzione PALADEX in sezione

Giunzione PALADEX vista laterale

Tenuta idraulica

Paladex

Il sistema di giunzione del tubo PALADEX garantisce la tenuta idraulica fino ad 1 bar in pressione e 0,3 bar in depressione secondo le modalità di prova indicate dalla norma UNI EN 1277, con valori superiori, pertanto, a quanto previsto dalla norma UNI 11434.

Tali performance sono possibili in virtù di alcuni fattori imprescindibili quali la rigidità degli elementi "maschio" e "femmina", realizzati entrambi con le stesse peculiarità costruttive dei tubi, e l'utilizzo di particolari guarnizioni in EPDM.

A titolo esemplificativo si riepilogano i risultati di alcuni test di tenuta idraulica, eseguiti presso il laboratorio prove dell'IIP (Istituto Italiano dei Plastici), su campioni di tubo PALADEX in conformità alla normativa UNI EN 1277:2005:

Il rapporto di prova n° 986/2011 certifica la tenuta del sistema di giunzione del tubo PALADEX ad una pressione incrementale fino a 1,5 bar.


Il rapporto di prova n° 1917/2011 certifica la tenuta del sistema di giunzione del tubo PALADEX ad una pressione di 1 bar per 30 minuti con deflessione angolare di 1°.


Il rapporto di prova n° 1973/2011 certifica la tenuta del sistema di giunzione del tubo PALADEX con doppia guarnizione in EPDM ad una pressione di 1 bar per 7 ore con deflessione angolare di 1°.


Il rapporto di prova n° 1981/2011 certifica una perdita di pressione di soli 0,03 bar, corrispondente ad una percentuale P3 = 3,3% a seguito dell'applicazione di una pressione di aria negativa (vuoto parziale), per la durata di 60 minuti, P3 = 0,8 bar /- 5% con deflessione angolare di 1°.

Sistema di flangia e controflangia in HDPE

Paladex Paladex

Al fine di soddisfare specifiche richieste pervenute dal mercato, La PALADERI ha ideato, in alternativa al sistema tradizionale, un innovativo sistema di giunzione dei tubi PALADEX, costituito dall'impiego di una flangia ed una controflangia in HDPE.

La connessione tra le due flange, entrambe presaldate alle estremità dei tubi, avviene mediante il serraggio di appositi bulloni in acciaio, il cui numero e disposizione sono determinati dal diametro e dall'applicazione del tubo.

La prima flangia ("femmina") ha una superficie frontale liscia, la controflangia ("maschio), viceversa, è caratterizzata da uno speciale profilo zigrinato realizzato in polietilene, tale da garantire la perfetta tenuta idraulica della giunzione, eliminando la necessità di impiegare guarnizioni in EPDM o altri elementi che per loro stessa natura risultano deteriorabili nel medio-lungo periodo.

Il sistema di giunzione descritto, pertanto, può essere efficacemente utilizzato in tutti quegli impieghi, quali ad esempio gli impianti di ventilazione in galleria, che impediscano di eseguire le ordinarie e periodiche manutenzioni.

La tenuta idraulica di questo sistema di giunzione alternativo è stato testato dal Laboratorio di prova "Net-Shape Forming" del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Univeristà degli Studi di Padova con risultati notevolmente superiori alle prescrizioni della norma UNI 11434."


Paladex

Rapporto di prova giunto flangiato


Giunzione con flangia :

Rigidità anulare

Paladex

Rigidità anulare

La rigidità anulare dei tubi a parete piena, calcolata secondo la norma EN 476 (1997), è la resistenza di un tubo alla deformazione verticale a seguito di un carico esterno lungo un piano diametrale. La formula è la seguente:

Paladex

In cui:
Sè la rigidità anulare della tubazione [kN/m2];
Eè il modulo di elasticità a flessione trasversale [kN/m2];
Iè il momento di inerzia dell'area della parete della tubazione in senso longitudinale per unità di lunghezza [m4/m]; il valore è definito anche dalla seguente relazione I = s3/12 dove s corrisponde allo spessore del tubo;
Dè il diametro dell'asse neutro della parete della tubazione [m].

L'entità della deformazione verticale dipende strettamente dalla qualità del terreno di riempimento circostante che sostiene lateralmente il tubo ed ostacola la tendenza dello stesso ad ovalizzarsi.

La rigidità anulare delle tubazioni a parete strutturata è calcolata utilizzando il metodo indicato nella norma EN ISO 9969 (2007) con riferimento specifico ai capitoli 5, 6, 7 ed 8 relativi rispettivamente all'apparato, alla campionatura, alla condizionatura dei campioni ed alla procedura di prova.

La formula per il calcolo della rigidità anulare S (Stiffness) dei tubi a parete strutturata in materiale termoplastico, mediante il metodo della prova di compressione con due piani paralleli, è la seguente:

Paladex

In cui:
y è la deflessione, espressa in millimetri, corrispondente al 3% del diametro interno del tubo ovvero y/Di = 0,03;
Di è il diametro interno del tubo espresso in millimetri;
F è la forza, in kilonewton, che corrisponde alla deflessione del 3%;
L è la lunghezza, espressa in millimetri, del campione di prova.

Al fine di consentire un'analisi approfondita della rigidità anulare del tubo PALADEX, calcolata secondo la nuova normativa italiana UNI 11434, è opportuno evidenziare le relazioni tra le preesistenti normative inerenti i tubi strutturati in materiale termoplastico: la normativa tedesca DIN 16961 e la normativa europea EN 13476. Tali norme prevedono una classificazione della resistenza a schiacciamento misurata secondo diverse metodologie, quindi risulta indispensabile fissare un'equivalenza per eseguire un confronto.

Entrambe le norme misurano la rigidità anulare attraverso una prova di schiacciamento eseguita su una sezione di tubo.

La prova eseguita secondo la norma DIN 16961 prevede l'applicazione, secondo specifici parametri, di un carico costante al fine di misurare la deformazione dopo 24 ore; il valore di rigidità anulare, calcolato sul raggio del tubo, è definito SR24.

La norma EN 13476 misura la rigidità anulare mediante una prova a velocità di deformazione costante in conformità alla normativa EN ISO 9969; il valore di rigidità anulare, calcolato sul diametro del tubo, è definito SN (Nominal Stiffness).
La modalità di prova prevista dalla normativa EN 13476 offre una serie di vantaggi, sia di tipo pratico che tecnico. In primo luogo ha una durata complessiva di pochi minuti contro le 24 ore richieste dalla normativa DIN 16961. In secondo luogo prevede l'applicazione istantanea del carico che favorisce la misurazione del Modulo Elastico (E) del tubo, che, per una poliolefina (PE oppure PP), presenta un comportamento di tipo visco-elastico, dipendente cioè dalla velocità di deformazione e dal tempo.

Il valore del Modulo Elastico istantaneo (E0) è facilmente misurabile in laboratorio con i mezzi ordinari, attraverso una semplice prova di trazione di pochi minuti con una velocità di deformazione fissata dalla norma;
non è altrettanto facile invece verificare il valore del Modulo Elastico dopo 24 ore (E24).

Le prove di laboratorio eseguite secondo le suddette normative sul medesimo tubo nonché l'equivalenza tra le formule teoriche di calcolo evidenziano l'esistenza della seguente relazione:

Paladex

Riepilogando, la Norma DIN 16961 pone SR24 = E • I / r3, mentre la Norma EN 13476 pone SN = E • I / D3.
La relazione tra le due grandezze (SR24 ed SN) necessita di due coefficienti di correzione che riguardano rispettivamente la relazione tra i valori di raggio e diametro ed il diverso comportamento del Modulo Elastico del polietilene in funzione della durata della prova.

L’equivalenza tra SR24 ed SN può essere quindi resa dalla seguente formula:

Paladex

In cui:
k1 è il fattore di correzione raggio/diametro;
k2 è il fattore di correzione Modulo Elastico/durata prova.

Considerato che D = 2r, il primo coefficiente correttivo k1 = 13/23 = 1/8

Il Modulo Elastico del polietilene E0 equivale a 800 N/mm2, che a seguito dell'applicazione di una forza per la durata di 24 ore si riduce all'incirca della metà per cui E0 = 800 N/mm2, mentre E24 = 380 N/mm2; esemplificando il secondo coefficiente correttivo k2 = 800/380 = 2.

Dunque l'equivalenza diventa:

Paladex

Il tubo spiralato PALADEX è prodotto in conformità alla norma Italiana UNI 11434 emessa nel Gennaio 2012. Tale norma, nella sua Appendice A, identifica i parametri per il calcolo della rigidità anulare confermando l'utilizzo delle apparecchiature, dei metodi di campionamento e di condizionamento dei provini, e della procedura di prova indicata nella norma EN ISO 9969 cui fa riferimento anche la norma EN 13476:2007.
La medesima Appendice specifica che, con una deflessione del diametro interno corrispondente al 3%, la resistenza allo schiacciamento PS (Pipe Stiffness), espressa in kPa, può essere calcolata utilizzando la seguente equazione:

Paladex

In cui:
F è la forza, in kilonewton, che corrisponde alla deflessione del 3%;
L è la lunghezza, espressa in millimetri, del campione di prova;
y è la deflessione, espressa in millimetri, corrispondente al 3% del diametro interno del tubo.

I tubi spiralati in polietilene rinforzati con acciaio sono identificati, per quanto concerne la determinazione della rigidità anulare, con le classi A - B - C. Il Prospetto 4 della norma UNI 11434 riepiloga i valori di PS (Pipe Stiffness), con deflessione del diametro interno = 3%, per ciascuna classe:

Classe A → PS ≥ 415 kPa
Classe B → PS ≥ 620 kPa
Classe C → PS ≥ 830 kPa

Al fine di convertire tali grandezze nel valore S (Stiffness), normalmente utilizzato nei calcoli statici, è necessario considerare l'equazione S = 0,0186 • PS tale che:

Classe A → S8
Classe B → S12
Classe C → S16

La nota al Prospetto 4 della norma UNI 11434 chiarisce che il valore di rigidità anulare S (Stiffness), al 3% di deformazione diametrale, delle classi A - B - C corrisponde a quella dei tubi strutturati in materiale termoplastico con rigidità anulare SN (Nominal Stiffness) rispettivamente 8 - 12 - 16 secondo la norma EN ISO 9969.

È possibile pertanto creare la seguente tabella di equivalenza fra i valori di rigidità anulari definiti dalle tre norme:

Paladex

Ad esempio, un tubo spiralato in polietilene rinforzato con acciaio CLASSE A (= 8 kN/m2) conforme alla normativa UNI 11434 ha una rigidità anulare equivalente ad un tubo strutturato interamente in polietilene SN8 conforme alla norma EN 13476:2007 e ad un tubo strutturato interamente in polietilene SERIE 5 SR24 32 conforme alla normativa DIN 16961.

La gamma produttiva del tubo PALADEX prevede inoltre rigidità anulari superiori rispetto a quanto indicato nella norma UNI 11434.

Prova di creep

L'effetto di deformazione progressiva che si manifesta nelle tubazioni a causa di un carico costante applicato in direzione radiale si definisce CREEP.

Il calcolo della rigidità anulare minima rappresenta solo il primo requisito per la scelta del tubo adeguato al progetto in esame. È altrettanto importante prevedere l'incidenza del CREEP per valutare le prestazioni del tubo nel lungo periodo. La spirale metallica presagomata ed inglobata all'interno dei due strati di polietilene conferisce al tubo PALADEX una maggiore rigidità a parità di geometria esterna.
La collaborazione tra i diversi tipi di materiale - PEAD ed acciaio - determina un effetto di rinforzo del materiale polimerico che ne modifica le caratteristiche meccaniche e le condizioni di impiego. La presenza dell'acciaio, in particolar modo, riduce esponenzialmente l'effetto del CREEP.

Nella seguente tabella sono evidenziati i dati relativi a prove di deformazione sotto carico eseguite su tubi a parità di diametro (DN/ID 800) e di rigidità anulare (classe A = SN8).

In queste prove è stato applicato un carico tale da imporre una deformazione iniziale Y0 pari al 3% del diametro nominale. A titolo puramente esemplificativo sono stati esaminati un campione di tubo PALADEX conforme alla norma UNI 11434 ed un campione di tubo corrugato in polietilene conforme alla norma EN 13476.

VARIAZIONE PERCENTUALE DELLA DEFORMAZIONE DOVUTA ALL’APPLICAZIONE DI UN CARICO COSTANTE NEL TEMPO E RECUPERO DELLA STESSA DOPO RIMOZIONE DEL CARICO PER I DUE TIPI DI TUBAZIONE ESAMINATI
PALADEX

Si osserva che il fenomeno del CREEP è presente in entrambi i casi, ma per il tubo PALADEX il valore di deformazione dopo 40 giorni di applicazione del carico è circa 4 volte inferiore. Entrambi i tubi recuperano parte della deformazione subita una volta rimosso il carico: il tubo corrugato dopo 48 giorni recupera circa un terzo della deformazione totale, mentre il tubo PALADEX recupera completamente la forma iniziale già dopo 7 giorni. Il tubo PALADEX, pertanto, pur essendo considerato deformabile, cioè meno rigido del terreno circostante, risulta estremamente più resistente all'ovalizzazione rispetto ad un normale tubo strutturato in materiale termoplastico.

Questa maggiore stabilità di forma rappresenta un vantaggio evidente nelle operazioni di trasporto, stoccaggio e posa in opera.


PALADEX

Esame comparativo tra tubazioni di scarico in HDPE corrugate e spiralate rinforzato con acciaio eseguito dal Prof Roberto Frassine del dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica Giulio Natta del Politecnico di Milano dal quale si evince il differente comportamento meccanico dei prodotti per quanto attiene il fenomeno del creep


PALADEX

Rapporto di scorrimento plastico

Abrasione

Paladex

La superficie interna del tubo PALADEX, realizzata in polietilene, garantisce un'elevata resistenza all'abrasione. I tubi, pertanto, possono essere utilizzati anche in condotte a forte pendenza, con velocità massima sino a 10 m/s senza manifestare segni notevoli di abrasione sulla superficie interna.

Il diagramma evidenzia come i tubi in polietilene presentano una resistenza all'abrasione superiore rispetto ai tubi prodotti con altri materiali (calcestruzzo, anche rivestito con vernici epossidiche, vetroresina, gres, PVC, etc.).

VALORI MEDI DI ABRASIONE DI TUBI IN DIVERSI MATERIALI SECONDO LA PROCEDURA DELL’UNIVERSITÀ DI DARMSTADT

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Corrosione

Paladex

I materiali polimerici non richiedono alcuna protezione nei riguardi dei fenomeni di corrosione elettrochimica o per accoppiamento galvanico, in quanto non sono elettricamente conduttivi.

L'acciaio può essere soggetto a tali fenomeni qualora dovesse venire in contatto diretto con i fluidi trasportati o presenti all'esterno della tubazione.

L'anima in acciaio zincato, di classe DX51D ZF/Z in conformità ai requisiti dettati dalla norma UNI EN 10327, utilizzata nel tubo PALADEX, è interamente ricoperta da un primer a base polietilenica che garantisce la perfetta omogeneità e saldabilità con le due pareti, interna ed esterna, in polietilene.


Ogni singolo lotto di acciaio, utilizzato per la produzione del tubo PALADEX, viene preventivamente sottoposto al peeling test con il quale si misura la forza di adesività del primer polietilenico all'acciaio e dunque si garantisce il totale isolamento del medesimo dagli agenti interni ed esterni.

La particolare tecnologia costruttiva impiegata per il tubo PALADEX garantisce la perfetta adesione tra l'acciaio ed il polietilene, evita il contatto con l'acqua ed il trasporto delle specie ioniche e pertanto inibisce qualunque processo di corrosione.

La PALADERI S.r.l. ha commissionato al C.T.R. (Centro Triveneto per la Ricerca e prove sui materiali) di Limena (PD) una prova di corrosione accelerata in nebbia salina neutra, al fine di studiare il fenomeno di corrosione in ambiente marino sul tubo spiralato PALADEX.

I provini impiegati nel test, ricavati dalla sezione dell'omega del tubo PALADEX, sono stati immersi in una soluzione salina basica con concentrazioni di NaCl e Na2SO4 superiori a quanto disposto dalla norma UNI 11130 per 8 ore al giorno e lasciati esposti all'aria per le restanti 16 ore.

Al termine dei 30 giorni di prova, l'esame visivo del campione ha evidenziato l'assenza di delaminazione del polietilene dall'acciaio e di infiltrazioni della soluzione al di sotto del polietilene di rivestimento della bandella.

Nell'eventualità in cui l'acciaio non sia ricoperto dagli strati protettivi, per eventi accidentali ovvero quando il tubo deve essere tagliato per l'ingresso in un pozzetto, l'estremità scoperta del profilo in acciaio deve essere trattata in maniera analoga a qualsiasi superficie metallica con materiale adeguato a tale scopo.

Il ripristino della protezione dell'acciaio si basa sull'utilizzo di resine epossidiche bi-componenti ad alta resistenza e deriva direttamente dalle esperienze maturate nel settore delle condotte in acciaio rivestite in polietilene per il trasporto dei prodotti petroliferi.


Paladex

Test di corrosione in ambiente marino sul tubo spiralato PALADEX eseguito dal C.T.R. SRL - Centro Triveneto per la ricerca e prove sui materiali di Limena (PD), dal quale si evince che, in seguito all'immersione di un campione di tubo PALADEX in una soluzione altamente salina per 8 ore al giorno per 30 giorni, non si registrano fenomeni corrosivi

Caratteristiche fisiche e meccaniche dei materiali

PALADEX

Il tubo PALADEX unisce le caratteristiche fisiche e meccaniche del polietilene - resistenza all'abrasione, leggerezza, coefficiente di attrito e di scabrezza minimi, inerzia alle sostanze chimiche, versatilità e saldabilità - e quelle dell'acciaio - resistenza a trazione, modulo elastico 200 volte più elevato del polietilene - combinando i vantaggi di entrambi i materiali.

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Proprietà di resistenza agli agenti chimici

Paladex

L'utilizzo del polietilene negli strati esterni ed interni del tubo PALADEX garantisce le medesime proprietà di resistenza agli agenti chimici di un tradizionale tubo in polietilene, secondo quanto riportato dalla ISO TR 10358. pubblicità

Resistenza ai raggi ultravioletti UV

Paladex

La parete esterna nera in polietilene del tubo PALADEX è resistente al degrado atmosferico ed alle radiazioni UV in funzione dell'additivazione uniforme di nerofumo disperso nella matrice polimerica. I tubi PALADEX possono quindi essere stoccati alle intemperie

Accessori

La PALADERI Srl può fornire, su specifica richiesta del cliente, per ogni diametro e classe di rigidità, una gamma completa di pezzi speciali tra i quali a titolo esemplificativo ma non esaustivo: curve, tee, convogliatori, pozzetti, innesti, etc.

Tutti i pezzi speciali realizzati con tubo PALADEX , possono essere dotati di parte “femmina” e “maschio” per la giunzione ad altri tubi dello stesso tipo ovvero possono essere predisposti per la giunzione con differenti tipologie di tubi (es. tubi corrugati in PEAD, tubi lisci in PEAD, tubi in PVC, etc.).



Dimensionamento idraulico

Il tubo PALADEX, grazie alle superfici lisce delle pareti interne in polietilene, è caratterizzato da un coefficiente di resistenza idraulica molto basso rispetto agli altri tubi con le medesime destinazioni d'uso presenti sul mercato (calcestruzzo, ghisa, acciaio, vetroresina, gres etc.).

L'elevata scorrevolezza idraulica della superficie interna consente la progettazione di linee di scarico che raggiungono alte velocità di flusso pur con limitate pendenze longitudinali.

La ridotta scabrezza della parete interna in polietilene inibisce l'insorgere di depositi all'interno delle tubazioni, eliminando la necessità di periodiche pulizie.

Paladex

In cui: La velocità del fluido in condotta si ricava dalla seguente relazione: v = Q/A In cui: Q è la portata [m3/s];
v è la velocità di flusso nel tubo [m/s];
A è la sezione trasversale del flusso [m2]
RH è il raggio idraulico [m], definito come il rapporto tra la sezione idraulica del flusso ed il contorno dello stesso che tocca il canale;
i è la pendenza longitudinale della condotta;
KS è il coefficiente di scabrezza secondo Gauckler - Strickler, che, nel caso di condotte fognarie in polietilene presenta un valore di 80 m1/3 s-1.

La velocità del fluido in condotta si ricava dalla seguente relazione: v = Q/A
In cui:
v è la velocità di flusso nel tubo [m/s]; Q è la portata [m3/s]; A è la sezione trasversale del flusso [m2].

I valori A e RH della formula si possono calcolare conoscendo il grado di riempimento h/D della condotta, dove h rappresenta l'altezza del riempimento e D il diametro interno del tubo, come si evince dal seguente grafico: Paladex

La tabella sottostante riepiloga i valori della sezione trasversale della condotta A e del raggio idraulico RH calcolati in funzione del grado di riempimento della condotta h/D

Paladex

Ad esempio, in una condotta dimensionata con grado di riempimento h/D = 0,50 (ovvero riempita a metà) l'area della sezione trasversale del flusso A sarà pari a 0,3927 D2 ed il raggio idraulico RH sarà pari a 0,25 · D

Nel calcolo del dimensionamento idraulico di condotte fognarie è opportuno anche verificare che gli sforzi tangenziali (Tau), espressi in Pa, che la corrente può sviluppare sul fondo della condotta siano in grado di evitare eccessiva sedimentazione di materiale solido. La suddetta verifica è soddisfatta dalla seguente formula: Paladex

In cui:
γ è il peso specifico dell'acqua [N/m3];
RH è il raggio idraulico [m];
i è la pendenza longitudinale della condotta.

Il seguente diagramma di flusso consente di calcolare la sezione idraulica adeguata a soddisfare le esigenze di progetto:


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Tabelle dei valori di portata

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Dimensionamento statico

Massima deformazione consentita

Il tubo PALADEX rientra nella categoria dei tubi cosiddetti “flessibili”, per i quali, a differenza dei tubi definiti “rigidi” (calcestruzzo, ghisa, gres, etc.), l'entità della deformazione verticale dipende strettamente dalla qualità del terreno di riempimento circostante che sostiene lateralmente il tubo e ne ostacola la tendenza ad ovalizzarsi. Le normative internazionali inerenti la posa ed il collaudo delle condotte in polietilene prescrivono che i metodi per il calcolo dei carichi e delle deformazioni per i tubi flessibili siano basati sulla massima deformazione perpendicolare consentita quale risultato dei carichi applicati dal terreno di ricoprimento, dai mezzi stradali e dall'eventuale presenza di acqua di falda.

Per garantire un corretto dimensionamento statico è dunque necessario fissare accuratamente le caratteristiche granulometriche e di compattazione che deve avere il terreno di riempimento utilizzato nella fase di posa in opera.

La metodologia di analisi utilizzata in questa sede fa riferimento all'equazione di Spangler (così come modificata dagli studi di Barnard) rappresentata dalla seguente formula

PALADEX

in cui: Δv è la deformazione [m];
d1 è il fattore di autocompattazione;
qt è il carico esercitato dal terreno [N/m];
m è il carico dovuto alle sollecitazioni verticali di superficie (traffico dei mezzi stradali, peso dell'asfalto, etc.) [N/m];
qf è il carico dovuto all'eventuale presenza di acqua di falda [N/m];
Kx è la costante di fondo dipendente dall'angolo di sostegno (o di supporto);
SN è la rigidità anulare [N/m2];
E è il modulo di resistenza del terreno (o modulo secante) [N/m2].
Il valore del fattore di autocompattazione d1 è pari a 1,5 nel caso di compattazioni moderate e 2 per compattazioni medie.
I valori della costante Kx, funzione dell'angolo di sostegno, sono riepilogati nella seguente tabella:
PALADEX

Aumentando l’angolo di sostegno diminuisce il valore della costante Kx e quindi della deformazione. Nel caso dei tubi flessibili è consigliabile creare un letto di posa che consenta un angolo di sostegno compreso tra 90° e 120°.

Il modulo di resistenza del terreno E deriva dalla seguente relazione:
E = ES (modulo di reazione elastica del terreno) r (raggio del tubo)

La determinazione del modulo di reazione elastica del terreno ES si ottiene correlando il grado di compattazione del terreno con la natura granulometrica dello stesso secondo i valori (espressi in 106 N/m2) riepilogati nella tabella sottostante: PALADEX PALADEX

L'equazione di Spangler quindi determina che:

Movimentazione e stoccaggio


La movimentazione dei tubi PALADEX deve essere effettuata con le modalità e secondo le prescrizioni normalmente in uso per i tubi tradizionali.

I tubi PALADEX possono essere appoggiati direttamente gli uni sopra gli altri senza inconvenienti in virtù della relativa leggerezza e dellanotevole rigidità anulare.

Il carico, il trasporto, lo scarico nonché tutte le manovre connesse devono essere categoricamente eseguite con la maggiore cura possibile, adoperandomezzi idonei a seconda del tipo e del diametro dei tubi ed adottando tutti gli accorgimenti necessari al fine di evitare rotture, incrinature, lesioni odanneggiamenti in genere.

In particolare, nei cantieri, la movimentazione a regola d’arte dei tubi PALADEX prevede l’utilizzo di idonei carrelli elevatori specificamenteattrezzati oppure di braghe adeguate all'uso, il cui tiro centrale deve essere equidistante dagli altri due a loro volta disposti in posizione intermediarispetto al centro della barra ed alla singola estremità di riferimento.

Lo stoccaggio deve essere eseguito disponendo i tubi su un'area piana, stabile e protetta.

Il primo strato di tubi che poggia sul terreno deve essere sistemato in modo da evitare possibili danni alla superficie esterna del tubo, flessioni edeformazioni.

I tubi accatastati devono essere bloccati con cunei onde evitare improvvisi rotolamenti.

L'altezza deve essere contenuta entro i limiti adeguati ai diametri, per evitare deformazioni nelle tubazioni alla base e per consentire un’agevolemovimentazione.

L'accatastamento dei tubi PALADEX con bicchiere deve essere effettuato, inoltre, alternando le estremità "maschio" e "femmina" e disponendo ilbicchiere all'esterno della catasta.

Posa in opera

<b>PALADEX</b>

Il corretto funzionamento e l'affidabilità nel tempo di una tubazione dipendono, oltre che dalle caratteristiche prestazionali del prodotto, anche dalla accuratezza e dalla precisione con cui si eseguono l'installazione e la posa in opera.
L'impiego di personale inesperto oppure di materiali di riempimento inadeguati o non sottoposti ad appropriata compattazione meccanica, infatti, possono compromettere le proprietà meccaniche ed idrauliche dei tubi.
Le raccomandazioni presenti in questo paragrafo individuano i principali aspetti che occorre tenere in considerazione per una corretta posa in opera, ma vanno necessariamente integrate da tutti gli accorgimenti previsti dal capitolato dell'opera, nonché dalla “buona pratica costruttiva” del settore.

I principali riferimenti normativi che sono stati considerati nella stesura delle indicazioni del presente paragrafo sono i seguenti:

- Norme tecniche relative alle tubazioni presenti nel Decreto del Ministero dei LL.PP. del 12 Dicembre 1985;

- Circolare del Ministero dei LL.PP. n° 27291 del 20 Marzo 1986;

- Norma Europea UNI EN 1610 (Costruzioni e collaudo di connessioni di scarico e collettori di fognatura) del Novembre 1999.

Il tubo PALADEX, in particolare, possiede caratteristiche costruttive tali da assicurare una posa in opera più agevole ed economica, in grado inoltre di compensare eventuali negligenze che dovessero manifestarsi in fase di installazione e posa. Il combinato di leggerezza ed elevata resistenza, le contenute dimensioni del diametro esterno, unitamente ad un sistema di giunzione con bicchiere estremamente semplice ed affidabile, infatti, garantiscono tempi di posa più rapidi e modalità di installazione più sicure.

Scavi

La normativa europea stabilisce che la configurazione degli scavi per l'alloggiamento di fognature deve rispettare precise prescrizioni. La norma UNI EN 1610, in particolare, dispone l'utilizzo della trincea stretta, di larghezza pari a 2-3 volte il diametro esterno della condotta. La larghezza della trincea, così determinata, va mantenuta per un'area di altezza non inferiore ad un metro oltre la generatrice superiore del tubo. In tale area le pareti devono essere il più possibile verticali ed eventualmente stabilizzate con sbadacchiature o palancole per la protezione del personale che lavora nello scavo. Le palancole devono essere spostate subito dopo il rinterro parziale e prima delle operazioni di costipamento. In caso di terrapieno o trincea larga, invece, occorre predisporre una zona di contrasto al materiale di copertura tale da uniformarsi il più possibile alle condizioni prescritte nella situazione di trincea stretta. Per quanto riguarda le dimensioni della trincea, la norma UNI EN 1610 stabilisce che la larghezza minima debba essere pari al valore superiore fra quelli indicati nelle tabelle che seguono, dove OD rappresenta il diametro esterno della tubazione espressa in metri.

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Nel caso siano previste due o più tubazioni, la normativa stabilisce che è necessario rispettare una distanza orizzontale minima tra le due tubazioni pari a:
- 0,35 metri per tubi fino al DN 700 mm compreso;
- 0,50 metri per tubi oltre il DN 700 mm.

Letto di posa

Durante la fase di installazione, la creazione del letto di posa rappresenta un'operazione di fondamentale importanza, che contribuisce a determinare la giusta pendenza della linea per un corretto scorrimento del liquido trasportato.

In primo luogo occorre verificare che il letto sia spianato e livellato, eliminando ogni asperità che possa danneggiare i tubi.

Per la realizzazione del letto di posa si consiglia l'utilizzo preferibilmente di sabbia, evitando l'impiego di materiali con spigoli vivi tali da ledere la condotta.

Il piano di posa, in ogni caso, deve garantire un'assoluta continuità d'appoggio.

Qualora nell'operazione di posa i tubi avessero subito danni, dovranno essere riparati, se possibile, o meglio sostituiti secondo la gravità del danneggiamento.

La norma UNI EN 1610 prescrive che lo spessore del letto di posa non sia inferiore a:

- 100 mm in condizioni di terreno normale;

- 150 mm in condizioni di terreno duro o in presenza di roccia.

Una volta verificato che il letto di posa si presenti omogeneo, è opportuno procedere a misurazioni accurate per la verifica della corretta messa in pendenza della tubazione.

In presenza di acqua di falda, infine, occorre installare adeguati sistemi di pompaggio, tali da poter lavorare in condizioni di scavo asciutto.

Il riempimento deve essere tale da impedire fenomeni di galleggiamento o di collasso delle pareti. L'eventuale migrazione della sabbia può essere prevenuta con l'adozione di idonei materiali in geotessile.

La norma UNI EN 1610 prescrive che lo spessore del letto di posa non sia inferiore a:

- 100 mm in condizioni di terreno normale;

- 150 mm in condizioni di terreno duro o in presenza di roccia.

Una volta verificato che il letto di posa si presenti omogeneo, è opportuno procedere a misurazioni accurate per la verifica della corretta messa in pendenza della tubazione.
In presenza di acqua di falda, infine, occorre installare adeguati sistemi di pompaggio, tali da poter lavorare in condizioni di scavo asciutto.
Il riempimento deve essere tale da impedire fenomeni di galleggiamento o di collasso delle pareti.
L'eventuale migrazione della sabbia può essere prevenuta con l'adozione di idonei materiali in geotessile.

Posa della tubazione

Verificata la corretta esecuzione del letto di posa e delle quote, è possibile procedere alla posa della tubazione che deve avvenire al centro dello scavo.
La giunzione delle tubazioni va eseguita verificando sempre il perfetto allineamento dei tubi, il corretto posizionamento della guarnizione e l'assenza di detriti e materiale estraneo all'interno del tubo e del bicchiere.
Anche per il collegamento a pozzetti o vasche occorre provvedere al corretto allineamento ed evitare che si generino sui tubi e sulle relative giunzioni sollecitazioni anomale.
Una volta controllato il corretto posizionamento altimetrico e planimetrico della condotta, è necessario bloccare i tubi e le giunzioni con sabbia, evitando l'uso di cunei.

Rinterro e compattazione del terreno

La fase di rinterro e compattazione del terreno costituisce un'operazione delicata e di notevole rilevanza ai fini di una corretta e duratura installazione.

Il riempimento dello scavo senza un'adeguata compattazione del terreno può influire negativamente sulle prestazioni meccaniche della condotta.

In primo luogo occorre selezionare il corretto materiale di riempimento, preferibilmente sabbia ed in ogni caso materiale a bassa granulometria, privo di detriti e sassi con spigoli vivi. Tale riempimento va utilizzato nell'area a contatto col tubo fino ad almeno 20 cm al di sopra dell'estradosso della condotta.
È opportuno adoperare terreno selezionato in base a caratteristiche uniformi e compatibili a quanto considerato in sede di verifica statica per il rinterro della parte rimanente dello scavo.

Successivamente al riempimento è necessario effettuare una compattazione molto accurata, con particolare attenzione al materiale posizionato lungo i fianchi della tubazione. Il processo di costipazione va eseguito a strati successivi di circa 30 cm di spessore fino al raggiungimento di un indice di Proctor del 90%.
I mezzi per la compattazione del terreno devono essere differenziati, avendo cura di non compattare il terreno in modo discontinuo, al fine di prevenire disassamenti che comportino sforzi anomali sui giunti.

Per i materiali di rinfianco al tubo occorre prediligere metodi di costipamento manuali ed in particolare il primo strato di rinfianco deve superare il semidiametro del tubo per evitare sollevamenti dello stesso.
La compattazione va eseguita con mezzi leggeri fino ad un metro sopra l'estradosso del tubo.

Oltre questa quota si possono utilizzare i normali mezzi di costipamento.
La tabella che segue, tratta dalla norma UNI EN 1046, riepiloga lo spessore raccomandato degli strati di terreno ed il numero di passaggi necessari per ottenere le varie classi di compattazione, in base all'attrezzatura utilizzata ed ai materiali di riempimento.
Sono inoltre indicati i minimi spessori di copertura raccomandati prima che i corrispondenti tipi di attrezzatura possano eseguire la compattazione del terreno.

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